
Legno chiaro, blu e grigi minerali.
La venatura del legno incontra una trama geometrica blu-grigia. Due toni di grigio danno continuità alle superfici.
PAOLO CAPECE STUDIO
Il progetto prende forma nel dialogo: dal primo schizzo ai materiali, fino ai luoghi da abitare.

Un desiderio diventa un segno. Insieme al cliente esploriamo forme, percorsi e relazioni fra casa, acqua e giardino. Lo schizzo apre il dialogo e accompagna le prime scelte.
MATERIA E COLORE

La venatura del legno incontra una trama geometrica blu-grigia. Due toni di grigio danno continuità alle superfici.

Il calore del legno dialoga con la ceramica azzurra e i toni della terra. Il colore diventa parte dello spazio.
Si parte da un segno, da una conversazione, da un campione appoggiato sul tavolo. Accompagniamo il cliente nella scelta di materiali, colori e finiture, fino a comporre un insieme in cui riconoscersi.


I gesti quotidiani, le abitudini, il piacere di accogliere. La cucina prende forma intorno a chi la vive, nel dialogo fra luce, arredi e architettura.

Ardesia nera, arredo Berloni e bambù oltre la finestra. La luce incontra superfici profonde e lascia emergere il verde. Un ambiente raccolto, essenziale, senza tempo.
TETTOIA · BLU E LUCE
Il blu della struttura, il tono caldo della copertura. La luce attraversa la tettoia e disegna una trama che cambia durante il giorno. Anche un piccolo spazio all’aperto può avere un carattere preciso.
Dal diario dello Studio ↗
La luce si muove sull’acqua, le ombre cambiano sul bordo della piscina. Fra la casa e il verde, uno spazio da vivere senza fretta. Il progetto continua nei gesti quotidiani di chi lo abita.
Un giardino prende forma crescendo: nell’ombra che un albero darà fra vent’anni, nelle stagioni che cambiano il colore delle foglie, nei percorsi che diventano familiari. Progettarlo significa pensare anche a quel futuro.

DAL DIARIO DELLO STUDIO · SARDEGNA

Ci sono luoghi in cui le rose, il glicine e l’architettura mediterranea si fondono nella casa dei sogni. A Giagumona, fra le fioriture e la luce, c’è anche Mosè, il mio amato cane. — Paolo Capece

Un giardino da vivere, anche senza il taglio regolare del tappeto erboso. Fioriture, coprisuolo e piccoli arbusti costruiscono una trama di colori, profumi e stagioni. La cura cambia: osservare, accompagnare la crescita, intervenire dove serve.
Ogni intervento paesaggistico comincia dall’ascolto del luogo: il clima, il vento, l’esposizione, il suolo e la vegetazione esistente. L’incontro fra agronomia e architettura permette di scegliere le piante e organizzare gli spazi in relazione alle condizioni reali e al modo in cui saranno vissuti.
L’acqua è una risorsa da considerare fin dai primi disegni. Piante adatte al contesto, protezione del suolo e irrigazione calibrata sulle necessità guidano le scelte. Anche un giardino a ridotto fabbisogno idrico richiede attenzione durante l’attecchimento e nelle condizioni più difficili.
Progettiamo pensando alla crescita, alle stagioni e alla manutenzione futura. Conservare ciò che ha valore, favorire la permeabilità del suolo e creare varietà nella vegetazione sono scelte da valutare insieme, per un paesaggio che acquisti qualità nel tempo.

GIAPPONE · TACCUINO DI PAESAGGIO
Fotografie di Paolo Capece

GIAPPONE · TACCUINO DI PAESAGGIO
Fotografie di Paolo Capece
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